Vita da agenzia
Mentre scriviamo questo articolo del blog è Lunedì 2 settembre, di fatto il primo lunedì di pioggia dopo le ferie. Bella sfida per l’umore!
Per questo, forse, abbiamo deciso di divagare un po’ e raccontarvi una storia sfiziosa.
Abbiamo già parlato degli spot onirici realizzati per Banca di Roma da Federico Fellini, con Paolo Villaggio come protagonista.
Oggi parliamo invece di Woody Allen.
Negli anni ’90 la Coop, la cooperativa di consumatori più celebre d’Italia, decide di girare degli spot televisivi affidandosi a un maestro del cinema americano: Woody Allen appunto. La comunicazione televisiva dei supermercati Coop era già molto forte e definita: a partire dai Caroselli anni ’70 di Ugo Gregoretti per arrivare al celebre claim degli anni ’80 “La Coop sei tu”, c’era un’immagine spesso giocata sul doppio e la vicinanza tra consumatore/venditore. Negli spot i compratori e i venditori sono la stessa persona.
A fine anni ’80 c’è stata anche la fase del Tenente Colombo, sull’onda del successo della serie TV trasmessa prima sulla Rai e poi sulle reti commerciali: il tenente fa un’indagine all’interno dei supermercati Coop per capire come questa catena abbia così successo in Italia. Quando le varie persone interpellate spiegano i motivi, dalla genuinità del prodotto al prezzo conveniente, il tormentone del Tenente è: “Devo dirlo a mia moglie!”. In tutte le puntate della serie TV infatti, il Tenente nomina continuamente sua moglie, che però non appare mai nel telefilm. Geniale riprendere questo leit motiv!
Ma veniamo ai 5 spot girati da Woody Allen. Sono episodi dalle tematiche differenti, tutti molto sarcastici e critici nei confronti della società dei consumi che in quel momento stava totalmente fiorendo. Il corto circuito è proprio questo: la critica ad alcuni aspetti della società serve ad Allen per evidenziare i fattori positivi e differenti del proprio committente, che però è una grande realtà a sua volta parte di questo consumismo!
Vedere oggi questi spot è - possiamo dirlo - un po’ cringe. La nostra società ha subito cambiamenti enormi e fatto passi da gigante su certe tematiche. Ad esempio in "Cocktail party" i partecipanti al party sono tutti finti, tutti rifatti, tutti di plastica. La soluzione è fare la spesa alla Coop per tornare al genuino e al vero! O ancora in "Voglio vivere alla Coop" un uomo, stressato dalla società moderna, decide di andare a vivere e mettere su famiglia tra i reparti della Coop. Il tocco di Allen che in quegli anni era di genio surreale oggi risulta un po’…ingenuo.
L’episodio più al limite rispetto alla sensibilità moderna è probabilmente "La passione", tutto giocato sull’ambiguità: un padre di famiglia sembra avere un debole molto forte per la cameriera di casa e invece, si scoprirà alla fine, ha semplicemente un’insana passione…per la frutta della Coop.
Oggi siamo abituati all’inclusività come parola d’ordine e questi spot riflettono un altro mondo!Probabilmente la GenZ ne uscirebbe un po’ sotto shock!
Giudicate voi stessi guardando la raccolta su Youtube QUI
Ci piace fare qualche scorribanda nella storia della comunicazione pubblicitaria, sia per vedere “come eravamo” e aprire qualche cassetto della memoria, sia per dare qualche spunto di riflessione con un occhio critico moderno a chi ci legge. D'altronde ormai la nostra agenzia è attiva da tantissimi anni, ne è passata di acqua sotto i ponti e ne abbiamo viste di campagne! La nostra esperienza è a vostra disposizione. Nel frattempo ha anche smesso di piovere: ripartiamo! Settembre è perfetto per ridare smalto ai vostri progetti di comunicazione o per metterne in piedi di nuovie noi siamo qui per voi: SCRIVETECI
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