Foto e video
Scattare fotografie è diventato un gesto alla portata veramente di tutti, con l’avvento degli smartphone. È un atto quotidiano, spesso automatico. I social sono una raccolta continua di scatti realizzati dalle persone più diverse e nel nostro feed senza soluzione di continuità si alternano un’immagine in posa molto rifinita accostata ad un’altra sfocata o eccessivamente filtrata.
Ma che succede quando uno scatto è invece professionale? La percezione cambia.
Non è un caso se, in un mondo in cui è sempre più necessario avere un’immagine curata on-line anche se non si è dei personaggi pubblici, dai nostri clienti ci viene chiesto di realizzare ritratti personali. Non parliamo di servizi fotografici per cerimonie, ma di foto staff o foto “profilo”. Ci sono infatti moltissime situazioni come presentazioni, pubblicazioni, corsi di formazione o partecipazione ad eventi in cui è richiesta un'immagine personale ufficiale, che quindi certo non può essere "casalinga". L'autorevolezza di un manager, oggi, passa anche da qui!
A prima vista, come dicevamo, potrebbe sembrare un lavoro semplice, dal momento che tutti fotografiamo amici, parenti, fidanzat* tutti i giorni con il nostro telefono…ma ovviamente non è così. A partire dall'allestimento del set fotografico, che se siamo fuori studio presenta diverse sfide: dagli spazi ridotti alla scarsa illuminazione. In molte aziende organizzare una sessione fotografica che coinvolga tutto il personale nello stesso giorno è complicato anche a causa di turni, ferie e lavoro part-time.
Quando invece possiamo realizzare il ritratto fotografico presso il nostro studio interno, creando un set di posa neutro ad hoc, la partenza diventa in discesa. Ma questo non basta. La “gestione” di una persona che di mestiere non fa il fotomodello/a e che non è abituata a stare di fronte alla macchina fotografica è una cosa molto delicata. Le persone possono essere molto timide e riservate oppure al contrario esuberanti ed entusiaste di essere ritratte. L’abilità empatica e consapevole di questi aspetti da parte del fotografo, oltre al lavoro sul set, può davvero fare la differenza per la qualità dello scatto finale.
Riprendiamo in proposito le fasi di preparazione di cui parla il fotografo Roberto Silvestro (articolo apparso sul sito specializzato zoompictures.com) per mettere in evidenza alcuni accorgimenti preparatori al clic dello scatto fotografico vero e proprio:
1) CONFIDENZA: il fotografo deve pensare a una prima parte di conoscenza del soggetto a cui scatterà il ritratto, ovviamente nei limiti del tempo a disposizione. Magari organizzando un breve colloquio precedente alla sessione. Scambiare due parole preliminari con il soggetto, capire un po’ di più chi si ha davanti e che tipo di obiettivo vuole raggiungere con questa foto, può contribuire a creare un clima più rilassato, in attesa che arrivi l’espressione o la sfumatura del viso perfetta, quella da catturare.
2) SCATTI DI PROVA: una fase intermedia di avvicinamento agli scatti veri e propri può essere quella di fare alcuni scatti di prova. Questo avviene comunicandolo alla persona che stiamo fotografando, per permettergli/le di prendere sempre più confidenza con la situazione, con le luci, la macchia fotografica, etc. Mostrare queste prove al soggetto e dare alcuni consigli sulla postura e sull’atteggiamento migliore da assumere va sempre nell’ottica del creare un “momento di relazione” che dia maggior consapevolezza al fotografato e faccia comprendere meglio al fotografo la giusta via per arrivare allo scatto finale.
3) GUIDA DEL SOGGETTO: quando la sessione vera e propria ha inizio, il fotografo diventa una sorta di regista che sul set guida il proprio “attore” con chiarezza, ma anche con tatto. Il più delle volte infatti si presentano persone che non hanno sperimentato molto spesso questa situazione, e nel dare indicazioni con il giusto tono è necessario non rischiare di farle innervosire o imbarazzare perché questo potrebbe far loro perdere quella naturalezza nell’espressione del viso che si sta ricercando. Il fotografo alcune volte può anche mostrare al soggetto come fare mettendosi in gioco in prima persona.
4) SCATTARE! A questo punto dovremmo davvero esserci: gli occhi, i colori, le luci, le sfumature del viso vengono ritratte cercando di cogliere un attimo naturale ed espressivo. E in qualche modo quell’attimo fermato deve raccontarci una storia: quella creata nella collaborazione con il nostro soggetto.
Volete saperne di più? Siete curiosi di avere un vostro ritratto fotografico professionale o sapete già che vi servirà per il vostro futuro lavorativo? Non esitate a contattarci! Oscar saprà cogliere il vostro profilo migliore!
Questo è anche l’ultimo articolo dell’anno del nostro blog. Se siete arrivati fino in fondo ci teniamo a ringraziarvi e ad augurarvi un sereno Natale e un inizio anno coi fiocchi. A presto nel 2025!
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